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Torino, una settimana nell'Ottocento







A chi volesse immergersi in un curioso viaggio nel tempo, proponiamo un breve excursus nelle settimana tipo della Torino di fine '800. Molte le affinità con le abitudini odierne: Allora come oggi, si cominciava il lunedì, giorno di chiusura di molti negozi ed istituzioni.

LUNEDI' erano chiusi i barbieri, i ciabattini, il Teatro Regio e la Corte d’Assise e non lavoravano i garzoni dei liquoristi. Era invece il giorno della consegna del bucato pulito e del ritiro di quello sporco. Arrivavano i lavandai con i carri pieni di biancheria lavata, la distribuivano ritirandone altra per poi ritornare, dopo un frugale pasto consumato a bordo del proprio carro, ad alcune zone (Bertolla, Settimo e Molinette) che, ai margini della città e vicino alle rive del Po, si sarebbero in settimana riempite di biancheria stesa al sole ad asciugare.

MARTEDI’ era il giorno in cui un tempo arrivavano da Cocconato, le robiole, per le quali, volendosi aggiudicare le più fresche, ci si precipitava di buon ora a Porta Palazzo. Alla sera, in Piazza San Carlo, grande folla per assistere all’esibizione gratuita di una Banda Militare.

MERCOLEDI'Giorno piuttosto anonimo, non caratterizzato da avvenimenti particolari.

GIOVEDI’ si aspettava l’uscita di un’altra rivista satirica, “La Luna” e si accompagnavano i bimbi, ma solo quelli diligenti che durante la settimana, a scuola, avevano ricevuto in premio una medaglia, al Teatro Gianduja, dove si teneva una recita apposta per loro.

VENERDI’ era il giorno del baccalà. Si dice che se ne consumasse talmente tanto che per le strade un po’ ovunque dominava un odore pungente. Il venerdì era anche il giorno in cui si iniziava a pregustare la festa e ci si ritrovava con amici e conoscenti in piazza ad ascoltare la Banda Civica.In questa giornata creava attesa e curiosità morbosa l’uscita della “Cronaca dei Tribunali”, bollettino di fattacci in cui, assai più che l’aspetto giuridico, veniva trattato il lato scandaloso delle vicende giudiziarie.

SABATO era il giorno in cui il mercato del Balôn si riempiva di gente che andava a curiosare tra i numerosi banchi che tuttora lo popolano. Le botteghe delle stiratrici e delle modiste erano in gran fermento per la ressa delle clienti. Caratteristica del Sabato era anche la passeggiata lungo Contrada di Po e Via Dora Grossa (le attuali Via Po e via Garibaldi).

DOMENICA erano chiusi tutti i negozi; ci si recava a Messa e poi a fare una passeggiata in centro, molto quotata era Piazza Castello. Successivamente si faceva visita ai familiari. Il pomeriggio poi era il momento delle corse dei cavalli. Molti si ritrovavano nei caffé oppure decidevano di trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta, facendo passeggiate al M.te dei Cappuccini, in Val Salice, in Val S.Martino, o al Valentino.

Annamaria Gai


Fonte: Torino come eravamo, Editrice La Stampa, 1978

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