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Un'insolita storia di Natale


Si racconta che in alta Val di Susa viva ancora una masca, una specie di strega. Per arrivare alla sua casa bisogna attraversare un bosco e superare un torrente passando sopra un antico ponte a schiena d'asino, meglio conosciuto come il ponte delle streghe. La sua casa si vede già dal torrente. E' una casetta bianca, bassa, coperta di rampicanti. Il muretto di cinta è pieno di graffiti e di simboli magici. Nel paese, poco sotto, qualcuno dice di averla vista: la descrivono come una donna vecchissima, vestita di stracci, con gli occhi chiarissimi, quasi bianchi. La chiamano Margherita. Da anni nessuno ha il coraggio di salire per quella parte di bosco. Soprattutto dopo quello che successe al povero sindaco. Qualche anno fa, il sindaco del paese dove appunto risiede Margherita, decise di andare a trovarla per convincerla ad andarsene dal bosco. Non era tanto lui a volerlo, quanto i paesani, Ogni giorno c'era una lamentela. Margherita ha fatto morire il bestiame di un contadino, ha fatto inceppare i telai della filanda, ha fatto smarrire le capre nel bosco. Il sindaco, un brav'uomo davvero a sentire i paesani, per riportare la calma, decise di andare a parlarle. Non credeva veramente alla storia della strega, pensava piuttosto si trattasse di unapovera donna emarginata costretta a vivere nei boschi. Quando si incamminò era la vigilia di Natale. Il sindaco viveva da solo e dunque non aveva parenti o feste a cui partecipare. Forse partì proprio per quello. Faceva freddo, aveva anche nevicato. Si inoltrò nel bosco, era difficile scorgere il sentiero tra le neve e i rovi. Seguì il torrente gelato, e arrivò al ponte di legno. Da lontano, in mezzo alla nebbia, poteva già vedere la piccola casa bianca con il tetto coperto di lose. Dal camino usciva del fumo, dunque, davvero la casa era abitata. Il sindaco ebbe un brivido improvviso, ma subito si riprese. Preferiva dar retta alla sua razionalità. Accellerò il passo per avvicinarsi alla casa senza ripensamenti. Stranamente trovò la porta socchiusa, come se qualcuno lo stesse aspettando. Spinse l'uscio. Quello che vide, fu uno spettacolo davvero inatteso. La casa era calda, i muri erano dipinti a tinte forti, un bel fuoco riscaldava l'ambiente. Al centro della stanza, c'era un gorsso tavolo di legno e una donna, seduta di spalle. Sembrava una donna giovane, con i lunghi capelli biondi. Il sindaco si sentì subito in imbarazzo per l'intrusione e stordito per ciò che aveva visto. "Finalmente sei tornato Rocco, è tanto che ti aspetto" - irruppe la donna. Gli tremarono le gambe. Conosceva quella voce, e poi quella figura gli era così familiare... La donna si voltò. La conosceva, era Margherita, il suo primo amore. "Cosa ti ha spinto così lontano da me, dolce rimpianto del mio passato?" disse lei. Il pover'uomo, non poteva credere a quello che stava succedendo. Si aspettava di vedere una vecchia malridotta e invece si ritrovò davanti il suo sogno più bello, Margherita, si erano conosciuti e amati a Torino, poi lui l'aveva lasciata per andare a lavorare in Val di Susa. Era ancora giovane e bellissima, come se il tempo non fosse passato. La donna prese un calice di vino e glielo porse: lui bevve. Era un vino strano, sapeva di spezie e arancia, di canditi e frutta invernale. Aveva il sapore dei vecchi natali e spigionava nel corpo un calore inebriante. In quel clima surreale, il povero sindaco perse la cognizione della realtà e si lasciò baciare teneramente dalla donna. Fu un attimo. Lincantesimo si spense. Il calice del vino cadde a terra, i lunghi capelli biondi di Margherita divennero grigi, il suo voltò invecchiò in pochi istanti. La masca si rivelò per quel che era, una vecchia malconcia e ripugnante, le sue risate malvagie riempivano la piccola stanza,che cadeva lentamente a pezzi. Del povero sindaco non si seppe più nulla per anni. Quel Natale, a dire il vero, nessuno si accorse della sua mancanza, in paese erano tutti occupati a far festa nelle loro case. Fu ritrovato solo molto tempo dopo, in un antro del bosco. Era magrissimo, con una lunga barba e coperto di stracci.Nessuno capì mai come aveva vissuto in quegli anni e lui non volle mai parlarne. Solo questo racconto affidò alla memoria dei suoi paesani e da quel giorno, nessuno salì mai nel bosco oltre il ponte delle streghe.


Fonte: Tradizione orale piemontese

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