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Torino Magica







Secondo la più seguita scuola di esoterismo, Torino è una città "di frontiera": l'unica cioè a far parte sia del triangolo della magia bianca (Torino-Lione-Praga) che di quello della magia nera (Torino-Londra-San Francisco). A metà tra lo zolfo e l'incenso. A Torino soggiornò Nostradamus, nella Cascina Morozzo della Pellerina, oggi distrutta: "ici il y a le paradis, l'enfer, le purgatoire", racconta la lapide del 1556 a lui appartenuta e ritrovata appena qualche tempo fa. Torino, i tre stati dell'Aldilà insieme. Qualcosa di inspiegabile ha attirato nel tempo a Torino l'elite dell'occultismo, da Cagliostro a Paracelso, dal Conte di Saint Germain a Fulcanelli. Si dice che "coloro che sanno" vengano a Torino per rendere omaggio al "Grande Vecchio", il conoscitore di tutti i segreti, che dimorerebbe in una sorta di fortificazione medioevale in collina. Naturalmente "chi sa" non parla. Eppure chiunque visita la collina torinese può accorgersi di qualcosa di funereo nell'aria, una sorta di malinconia nell'atmosfera: ci sono tombe ai piedi della collina (la Gran Madre), tombe sulla sommità della Collina (Superga), targhe di defunti su ogni albero del Parco della Rimembranza ed ai defunti è dedicata la luce del faro della Maddalena. "Città unica anche in questo: sul suo punto più alto, ogni volta che scendono le tenebre, si accende non un segnale di gioia, o almeno di fiducia, ma un annuncio di memento mori" (Vittorio Messori). Secondo gli esoteristi la città di Torino è sospesa tra le Forze del Bene e quelle del Male: il suo cuore bianco è dietro Piazza Castello (la fontana dei Tritoni), la porta dell'Infinito in Piazza Solferino (la fontana Angelica), il suo cuore nero in piazza Statuto: leggenda vuole che proprio qui si trovi nascosta la porta dell'Inferno. Scrisse De Chirico nel 1939: "Torino è la città più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d'Italia, ma del mondo". Sorprende che il Papa stesso sembrò colto da un'inquietudine singolare nella sua visita a Torino del settembre 1988. Queste le parole pronunciate da Giovanni Paolo II in visita alla città che può vantare una sessantina di santi, parole che imbarazzarono non poco gli uffici stampa della Santa Sede: "La città di Torino era per me un'enigma. Ma, dalla Storia della Salvezza, sappiamo che là dove ci sono i Santi entra anche un altro che non si presenta con il suo nome. Si chiama il Principe di questo mondo, il Demonio (...) Quando ci sono tanti santi è perché ce n'è bisogno. (...) Tu Torino hai bisogno di una conversione eccezionale, superiore". Anche l'allora Cardinale Ratzinger ebbe a dire di Torino, "la luce risplende là dove il buio è fitto". Ma Torino è anche il luogo in cui è custodita la Santa Sindone: gli anglosassoni chiamano la misteriosa figura sul telo "The Turin's Man". E in tutte le lingue il sacro telo è indissolubilmente legato al nome della città: Le Suaire de Turin, la Sàbana de Turìn, das Turiner Bettuch. Diceva una scritta per un'ostensione ottocentesca: "La città della Cristianità hanno Cristo per Redentore. Torino sola l'ha come concittadino". Qui ci fermiamo. Degli aspetti magici di Torino c'è moltissimo da dire e di certo ci ritorneremo. Ma sempre con l'atteggiamento cauto del narratore, a metà tra la curiosità e la ragione, la voglia di conoscere e insieme una certa paura di ciò che non si può spiegare.


Fonte: Vittorio Messori - Aldo Cazzullo, Il mistero di Torino, Due ipotesi su una capitale incompresa, Mondadori, 2004

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