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Il borgo medioevale







Il borgo nasce come padiglione dell’Esposizione Generale Italiana del 1884, ad opera di un gruppo di artisti ed intellettuali coordinati dal pittore ed architetto Alfredo D’Andrade (1839-1915). Il gruppo ideò un immaginario villaggio sovrastato dal castello che riuniva riproduzioni di edifici piemontesi e valdostani, il cortile della Rocca è una copia fedele del Castello di Fénis, la fontana del melograno del Castello di Issogne, la chiesa del borgo dalla chiesa di Avigliana, la linea di difesa del castello di Verrès, la stanza da pranzo del castello di Strambino, l'anticamera baronale e la gran sala affrescata come nel castello di Manta, e quella nuziale, ricalcata sul tipo del castello di Challant, con il mistico motto "FERT", spiccante nell'azzurro della stanza. Gli altri modelli utilizzati sono: il castello di Verrès; il Palazzo Serralunga presso Alba; la cinta muraria con torri; Casa Aschieri e la Locanda della Croce Bianca presso Bussoleno; la Casa di via Borgo Vecchio detta del Gran Bastardo di Carignano; la Casa dei Villa presso Chieri; la Chiesa di San Giovanni Battista e il portico di via Vittorio Emanuele presso Ciriè; la Casa di Re Arduino presso Cuorgnè; il castello di Ivrea; il castello di Manta; la Casa dei Bressani di Mondovì; il castello di Montalto Dora; la Torre-porta del Ricetto di Oglianico; la fontana di Oulx; il castello di Ozegna; il castello di Pavone Canavese; il Palazzo del Senato presso Pinerolo; la Parrocchiale dei SS. Vito e Modesto e la Chiesa della Confraternita di Piossasco; il Castello di Malgrà presso Rivarolo Canavese (per le pitture murali esterne); la Precettorìa di Sant'Antonio di Ranverso; il castello di Strambino; la Chiesa di San Giorgio presso Valperga; il castello di Challant. La rocca era stata costruita per durare nel tempo e il borgo ( come la Tour Eilffel, innalzata per l’Esposizione Universale di Parigi del 1889) doveva essere smantellato con la fine dell’esposizione, ma il grandissimo successo spinse il comune di Torino ad acquistarlo ed annetterlo ai musei civici. Per le sue caratteristiche e la sua collocazione all’interno del parco del Valentino, il borgo medioevale si inserisce nel paesaggio torinese anche come luogo per lo svago ed il tempo libero. Decine di migliaia di persone, ogni anno, visitano la rocca e centinaia di migliaia il borgo le cui vie e piazze ospitano molto spesso manifestazioni culturali, animazioni ed incontri. Il borgo medioevale rappresenta un ottima occasione per attività didattiche. Ogni anno il museo organizza (in collaborazione università, altri musei, altri enti) numerose iniziative con e per la scuole e per le famiglie. Dal 1996 Estate al Borgo anima i fine settimana dei torinesi rimasti in città con la rassegna di musica tradizionale Gong, programmi di teatro e spettacoli per i più piccini (burattini e fiabe animate). Il giardino del borgo con piante ornamentali e aromatiche, selezionate in base alle conoscenze sulle coltivazioni del tardo medioevo, è il contest ottimale per iniziative quali visite guidate e concerti aperitivo ed è apprezzato in tutte le stagioni grazie agli incontri tematici sui fiori. In ultimo, il nuovo spazio espositivo della chiesa propone mostre sulle collezioni e su vari aspetti della storia del borgo. Ermes SASSI


Fonte: Fondazione Torino Musei

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